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Dai banchi del liceo Percoto al podio del concorso letterario: intervista a Chiara Rovere PDF Stampa

di Aurora Milan

 

 

Scintille di Minerva è un concorso letterario con un primo premio molto ambito, il sogno di ogni aspirante scrittore: vedere pubblicato il proprio manoscritto. Il concorso è dedicato in particolare ai giovani delle scuole superiori. L’edizione 2016/2017, la terza per il concorso della casa editrice Minerva di Bologna, ha visto trionfare tra oltre 150 opere provenienti da tutta Italia quella di Chiara Rovere, studentessa del liceo linguistico C. Percoto.

Come sei venuta a conoscenza del concorso?

Me l’ha fatto conoscere la mia prof d’italiano Carla Simonitto.

Cosa hai provato appena hai saputo di aver vinto?

La premiazione si teneva a Bologna, presso la Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio, alla presenza di noti scrittori e giornalisti Rai in un contesto di alto valore storico ed artistico. Tutti i finalisti erano lì. Quando hanno annunciato il vincitore non ci credevo,sono rimasta bloccata sulla sedia, guardandomi intorno spaesata.

Cosa significherà per te vedere il tuo manoscritto pubblicato?

Sarebbe il sogno di una vita perché voglio fare la scrittrice. Avevo deciso che questo concorso, vinto o meno, sarebbe stato il mio trampolino di lancio per cominciare a provarci. Vedere che al primo colpo sono riuscita a vincere mi ha lasciata senza parole.

A chi dedichi il tuo libro “Milk” ?

Potrà sembrare stupido ma lo dedicherò alla mia gatta Matilde. Quando scrivevo sul letto, lei era sempre al mio fianco: ha visto nascere il racconto. E’ stata la mia compagna di vita. Essendo figlia unica con entrambi i genitori a lavorare, la maggior parte della volte ho avuto solo lei a casa: ci sono cresciuta assieme e quindi vorrei che le persone che leggeranno il libro pensassero a lei. E’ un modo per ricordarla.

A chi consigli il tuo libro?

Lo consiglio alle persone che aspettano che qualcuno entri nella loro vita e la sconvolga.

Il tuo lettore ideale?

Penso che chiunque potrebbe leggere il mio libro, non è complicato o troppo adolescenziale: è scritto con il cuore.

Qualche anticipazione sulla trama?

E’ la storia di un’amicizia tra due ragazze di quattordici anni. Una è una pianista malata di atassia di Friedreich, malattia neuro-degenerativa per cui non esiste cura. L’altra ragazza, Celeste, vive una vita tragicomica: la mamma sparisce per anni con ragazzi più giovani e il papà è la donna e l’uomo di casa. Si incontreranno e si aiuteranno a vicenda.

Qual è il messaggio del libro?

Penso che ci siano molti messaggi, ma sono soggettivi. Ognuno può vedere quello che vuole in quello che scrivo.

Quando hai iniziato a scrivere?

Ho sempre scritto da quando ho imparato alle elementari. E’ una cosa che mi è sempre piaciuta.

C’è qualcuno che ti ha avviato alla scrittura?

Le mie insegnanti d’italiano mi hanno sempre sostenuta ma devo dire che quella che più mi ha fatto capire che nella vita volevo scrivere è stata la mia professoressa d’italiano delle medie.

Quindi la scuola ti ha sostenuta in questa tua passione?

Assolutamente, anche perché questo concorso l’ho conosciuto tramite la scuola! Se non fosse stato per la mia prof d’italiano non avrei partecipato.

A chi/ cosati ispiri per scrivere?

Da ciò che ho intorno, i miei amici e la mia famiglia, le donne in particolare e dalle piccole cose che mi succedono: mi basta poco per iniziare a immaginare di tutto.

Pensi di proseguire in questa carriera?

Si, è cio che ho sempre voluto fare. Questo premio mi ha dato più fiducia in me stessa e ora sto lavorando ad altre storie.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul Messaggero Veneto del 13/12/2017 inserto Scuola.


 
 

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