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"Elio Morpurgo- Una vita": il progetto raccontato dagli studenti PDF Stampa

di Maria Banelli, Mattia Cantarutti, Sara Casarsa, Cristina Castelletto, Sara De Sabbata, Jacopo Diamond, Andrea Di Marco, Serena Felace, Vittoria Iob, Carla Nengono e Giacomo Togni

 

 

Siamo un gruppo di allievi del Liceo Economico Sociale Caterina Percoto di Udine, in particolare della quinta AE. Da due anni ci siamo impegnati in un progetto che è consistito nella realizzazione di un video sulla vita e la tragica fine del senatore Elio Morpurgo. Vissuto tra il 1858 e il 1944, per molti anni sindaco di Udine, ma soprattutto primo sindaco ebreo d’Italia. Fu molto amato da tutti i cittadini. Ormai anziano e molto malato, fu nascosto dai suoi figli nell’ospedale militare di Udine, in quanto non era in grado di fuggire insieme a loro in Svizzera. Durante il suo ricovero, probabilmente a causa di una delazione, fu prelevato dalle SS. Dopo un breve trasferimento presso la risiera di San Sabba, fu fatto salire su un treno merci diretto ad Auschwitz. Morì in treno sulla tratta Tarcento-Salisburgo-Monaco e del suo corpo si persero le tracce. La sua salma, infatti, non fu mai restituita alla famiglia e la sua tomba presso la parte ebraica del cimitero di Udine, ancora oggi rimane vuota! Grazie all’interesse che nutre per questa storia e alla sua tenacia, il Professor Valerio Marchi è riuscito ad individuare il luogo dove presumibilmente è sepolto. L’idea di elaborare questo video è venuta alla nostra professoressa di Scienze Umane e quando ce l’ha esposta, i più affascinati da essa, accettarono subito di coinvolgersi in questa “avventura”. Non è stato semplice realizzare questo prodotto, soprattutto per le difficoltà tecniche, purtroppo le telecamere e i programmi di montaggio utilizzati non erano quelli professionali e, in secondo luogo, è stato difficile riuscire a metterci d’accordo per l’organizzazione delle uscite per effettuare le riprese e le interviste, sempre in orario extra scolastico. Oltre alla ricostruzione della storia del “sindaco ebreo” fatta sulla base dell’omonimo libro di Valerio Marchi, abbiamo anche ricostruito alcune storie di deportazione di ebrei anziani della nostra regione, in alcuni casi i contatti delle persone a cui abbiamo fatto le interviste sono avvenuti per caso, o in base a delle conoscenze sia dirette che indirette. Questa storia, in un primo momento, potrebbe apparire lontana, soprattutto per noi ragazzi, invece noi l’abbiamo vissuta con estrema emozione e attualità, grazie alle parole dei testimoni, alle foto d’epoca e ai documenti storici che pian piano abbiamo rinvenuto. Per effettuare questa ricerca abbiamo utilizzato soprattutto il metodo delle scienze sociali. La parte più emozionante è stata sicuramente l’esperienza delle interviste, cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno deciso di donarci la loro testimonianza nonostante riportasse a galla momenti difficili che hanno segnato irrimediabilmente la loro vita e la storia della loro famiglia, ma abbiamo capito che per tutti loro è molto importante raccontare queste tragiche storie perché non vengano dimenticate e insegnino alle giovani generazioni a non commettere più gli stessi errori. Il nostro lavoro si è completato con una piccola ricerca all’Archivio di Stato di Gorizia, che dopo diverse autorizzazioni, ci ha consentito di visionare i documenti originali e addirittura di fotocopiarne alcuni. È stato per noi emozionante “toccare con mano” queste carte in cui, l’arcivescovo di Gorizia, chiedeva al Prefetto di Gorizia, un’opera di giustizia e carità e cioè, di evitare l’internamento, in base anche a una legge ministeriale, agli ebrei anziani e malati. Nonostante le varie difficoltà che ci siamo trovati davanti, siamo riusciti a portare a termine il nostro progetto. Il video è un prodotto interamente artigianale, realizzato con i mezzi a nostra disposizione, ma quest’esperienza ci ha permesso un coinvolgimento attivo nella ricostruzione di una pagina di storia che conoscevamo solo dai libri. Ci siamo resi conto di quanto fatti e avvenimenti che ci apparivano lontani nel tempo, siano invece molto più vicini. Abbiamo capito quanto dolore possano provocare l’odio insensato e il pregiudizio razziale, anche nelle generazioni seguenti. Ci siamo confrontati con l’odio senza limiti dei nazi-fascisti che, pur di sterminare una razza, se così si può dire visto che l’unica razza è quella umana, ha deportato e ucciso tantissime persone anche in tarda età, com’è successo appunto al senatore Morpurgo, persone che sarebbero morte comunque da lì a poco. Nel mese di gennaio e febbraio siamo riusciti a presentare questo video in alcune occasioni, come alla Sala della Società Operaia di Cividale del Friuli, al Museo Carlo e Vera Wagner di Trieste, alla libreria Friuli di Udine e in alcune scuole. Ci siamo impegnati in prima persona nella presentazione ed anche questa è stata per noi una prova che, pur intimorendoci inizialmente, poi, ci ha dato grade soddisfazione e ci ha permesso di mettere alla prova le nostre capacità.


 
 

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