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Segnalazione al premio letterario Uniti per Crescere per "Voglio andare sulla luna" di Anna Vit PDF Stampa

di Giulia Donini 

 

Segnalazione al premio letterario nazionale Uniti per Crescere per il racconto "Voglio andare sulla luna” scritto da Anna Vit, classe 2BU del nostro istituto. La giovane scrittrice quindicenne ci racconta la sua partecipazione alla prima edizione dell’iniziativa che vuole esplorare la percezione della disabilità nei bambini e nei ragazzi utilizzando la scrittura come strumento per veicolare emozioni, riflessioni, dubbi, paure e speranze. Organizzato dall’omonima associazione, il premio punta ad aiutare una crescita consapevole dell’alunno nella più ampia accettazione dell’altro.

Cos'è il premio letterario Uniti per Crescere?"

Sono venuta a sapere di questa iniziativa attraverso la fisioterapista di mia sorella che mi ha portato la locandina. Questa iniziativa riguarda l'inclusione dei bambini e dei ragazzi con disabilità nella società, quindi si propone di far vedere la disabilità attraverso gli occhi di bambini e ragazzi, che sono quelli più a contatto con i coetanei diversamente abili. Ho partecipato nella categoria riservata a fratelli o sorelle di bambini con disabilità perché la mia sorellina è una bambina diversamente abile. Ho scritto questo tema partendo dalla mia esperienza personale, rimodellandola un po’. 

A cosa è dovuto il titolo Voglio andare sulla luna?

Non so come il titolo mi sia venuto in mente, mi ispirava; ho preso una delle passioni di mia sorella e l’ho un po' riadattata per scrivere questo testo.

A chi è rivolto il premio?

Al concorso potevano partecipare giovani dalla terza elementare fino alla quinta superiore. C'erano quattro categorie: alla prima partecipavano i ragazzi dalla terza alla quinta elementare; alla seconda i ragazzi delle medie; alla terza quelli delle superiori, poi c'era la categoria D quella riservata a fratelli o sorelle di bambini disabili. Io ho deciso di partecipare proprio per portare la mia esperienza, per far capire che non mi sono inventata le cose. Cosa hai provato a vincere? Che insegnamenti hai tratto da questa esperienza?

Sinceramente all'inizio non volevo partecipare perché avevo paura di essere giudicata male o di non farcela, poi quando mia madre mi ha detto "dai buttati, non hai niente da perdere" mi sono convinta. Non ho detto questa cosa a nessuno, solo a una mia amica. Non mi aspettavo di vincere, l’email non arrivava e a un certo punto me ne sono fatta una ragione. All'improvviso è arrivata questa mail che mi diceva che il mio lavoro era stato segnalato. Quando l'ho saputo ero al campo estivo e ho cominciato a urlare in mezzo ai bambini ai quali facevo da animatrice e quindi l'ho detto subito alla mia amica e in seguito agli altri miei amici...è stata una delle esperienze più belle della mia vita, perché da una cosa così banale come un testo può saltare fuori qualcosa che può insegnare. Non ci si deve mai fermare pensando di non potercela fare, ma si deve comunque provare. Non avevo niente da perdere e alla fine ho vinto.

Hai già partecipato ad altre edizioni oltre questa o a iniziative simili?

No. Ho deciso di partecipare per mettermi in gioco. Tutto quello che avevo scritto l'avevo tenuto per me o l'avevo portato a scuola: erano temi fatti alle medie, valevano quel che valevano. Siccome mi piace leggere, da piccola immaginavo di diventare una grande scrittrice, di diventare famosa. Quando c’è stato questo concorso, all'inizio l'idea mi ha subito colpito molto, ho detto "oh guarda un opportunità" poi però mi sono un po' tirata indietro perché non ero convinta di saper scrivere. Leggendo quello che scrivevano altre persone, mi dicevo "eh io chi sono? Non scrivo meglio di loro, non scrivo bene!”. Con l'incoraggiamento di mia mamma, della fisioterapista di mia sorella, della mia migliore amica, di mia zia, con la quale ho un legame molto particolare e della mia prof di italiano, alla fine mi sono buttata.

Mi hai detto che il titolo ti è venuto così, un’ ispirazione sul momento ma anche perché era una passione di tua sorella, nel senso che lei vuole vuole andare sulla luna? È un suo sogno? 

Il sogno di mia sorella è nuotare fra i delfini. Quando me l'ha detto ho subito pensato "un sogno irraggiungibile", quindi mi è venuta in mente questa idea visto che io da piccola guardavo il cielo, e quindi ho pensato "voglio andare sulla luna". Ho portato il sogno di mia sorella, un po' rivisitato, e l'ho riadattato in questo ambiente spaziale. Nel testo c'è scritto che mia sorella sta studiando per diventare astrologa… ecco, mia sorella è ancora in quarta elementare quindi di sicuro non sta studiando per vedere le stelle. Però la scorsa estate ha cercato da sola su internet un posto in cui andare a vedere i delfini e così abbiamo prenotato e siamo andati a Riccione. Lei ha accarezzato il delfino, così il suo sogno si è realizzato. Questo fatto l'ho riportato nel testo perché la bambina quando cresce diventa astrologa quindi non va a toccare le stelle ma le studia e mia sorella non è andata a nuotare con i delfini ma li ha visti da vicino e li ha toccati, questo è un traguardo.

Il tuo sogno era fare la scrittrice: lo è ancora?

La carriera da scrittrice è ancora lontana, certo mi piace ancora scrivere e ogni volta che mi viene in mente qualcosa inerente a qualsiasi argomento lo scrivo su un quaderno o sulle note del telefono e poi le riscrivo. Ci ragiono un po'... poi si vedrà cosa dovrò fare della mia vita.

Mi hai detto che inizialmente eri scoraggiata perché vedevi gli altri, che secondo te erano migliori… questo concorso ti ha aiutata ad acquisire più consapevolezza di te stessa, a dire “posso raggiungere i miei sogni se lo voglio"?

Sicuramente questa segnalazione mi ha dato una mano a capire che qualcosa so fare e che non è solo una passione, non sono solo due parole buttate a caso, ma queste due parole a cui io ho dato un significato sono state apprezzate e capite da qualcuno. 

Tua sorella ha letto il tuo testo ? Cos’ ha pensato?

Si, mia sorella ha letto il mio testo e all'inizio mi ha guardato un po' storta, perché non capiva perché avessi scritto che voleva andare sulla luna e mi ha detto “ma io non voglio andare sulla luna". Le ho spiegato che so che non ci vuole andare e che le piacciono i delfini. Mi ha detto che è un bel tema.  

Sembri molto dolce nei confronti di tua sorella…

Quando ho detto a mia sorella che una ragazza mi ha detto che sembro dolce con lei mi ha guardata male, perché a volte tra sorelle funziona così, le voglio bene ma ogni tanto rompe un po' le scatole.


 
 

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